SORRENTO & DINTORNI - Il portale della penisola Sorrentina - Notizie, avvenimenti, serate e Gossip di Meta, Piano, Sant'Agnello, Sorrento e Massa Lubrense.
Sorrentoedintorni.it
News, Messaggi, Mercatino. Il sito Comunity degli abitanti della penisola Sorrentina
E’ una delle canzoni più belle del panorama musicale napoletano, capace di emozionare a distanza di oltre un secolo dalla sua composizione. Fu scritta dai fratelli De Curtis, Ernesto che ne compose la musica melodiosa e soave, e Giambattista che ne scrisse i versi sentimentali e struggenti. Anche se il tema predominante è l’amore, in realtà la canzone fu commissionata ai fratelli De Curtis da Guglielmo Tramontano, sindaco della città di Sorrento e proprietario dell’omonimo albergo dove Giambattista vi lavorava in qualità di affreschista e scultore, il giorno prima della partenza dall’albergo dell’Onorevole GiuseppeZanardelli , allora presidente del consiglio, con la speranza che sorpreso e commosso da tale attenzione, costruisse un ufficio postale a Sorrento. Era il 15 settembre 1902 quando per la prima volta la canzone fu cantata dal soprano Maria Cappiello in onore dell’illustre ospite. L’idea fu geniale e la canzone sorprendente tanto che due anni dopo, nel 1904, l’edificio postale fu ultimato e consegnato alla città di Sorrento, e l’editore Bideri , in occasione della festa di Piedigrotta a Napoli che dava l’occasione di una vera e propria gara tra cantori, apportando le dovute modifiche al testo, presentò la canzone portandola al successo e incoronandola come uno dei più bei classici della canzone napoletana. Di indubbia bellezza stilistica e sonora risulta essere la colonna sonora e vanto della città tanto che il comune di Sorrento con grande orgoglio rese omaggio a Giambattista De Curtis con un monumento nella piazzetta adiacente alla stazione che ancora oggi è possibile ammirare. Cantata dai più importanti tenori e non solo, fu spesso citata anche in pellicole cinematografiche, a tal proposito come non ricordare la famosissima e personale interpretazione che ne diede il grande Vittorio De Sica in una scena del film “Pane, amore, e …” del 1955 girato proprio a Sorrento. Il testo richiama nostalgie, stati d’animo tormentati ma allo stesso tempo desiderosi di amore; è un richiamo a tornare in un luogo dove il tempo sembra fermarsi per lasciare spazio a qualcosa che va oltre l’infinito, una magia che solo chi ha visitato questa città può capire, un desiderio irrefrenabile che non ti fa partire da quel luogo e che lascia una profonda nostalgia per chi va via e ti lascia dentro una voglia di tornare, è un’ invocazione per chi ti aspetta, ma forse è proprio il luogo che ti invoca e ti dice torna a Surriento …