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La basilica di San Michele Arcangelo: un esempio di arte e di fede.

Sorrento

Scritto da: Marianna Brancale - Paese: Sorrento

Costruita intorno al IX secolo rappresenta una vera e propria testimonianza in pietra di un passato ricco di storia. Fu edificata su un tempio pagano, molto probabilmente dedicato alla dea Minerva, e grazie alle numerose ristrutturazioni sono iniziati ad emergere reperti che testimoniano l’antichità dell’edificio, infatti nel 1886 sotto la pavimentazione è stata ritrovata un’urna funeraria risalente all’epoca romana e un bassorilievo di epoca bizantina. Originariamente la struttura era molto vicina ad altre due chiesette, quella di S.Maria della Neve e S.Maria di Monserrato e nel XVI secolo si effettuò una sorta di fusione dei tre edifici e nel 1541 la chiesa divenne a tutti gli effetti una parrocchia e alcune famiglie del luogo avevano il compito della manutenzione della chiesa e di nominare il parroco che l’avrebbe guidata. In occasione del rifacimento del campanile, distrutto da un terremoto, venne annesso anche un antico convento che ancora oggi conserva un pavimento in cotto maiolicato risalente ai primi dell’ 800; nel 1914 la chiesa fu elevata a basilica pontificia dal papa Benedetto XV. La facciata è in stile barocco e si può ammirare un affresco raffigurante San Michele che scaccia satana. Dal punto di vista artistico-architettonico  la chiesa è dotata di un soffitto a cassettoni in cui sono inserite sette tele che raccontano la vita di San Michele; l’altare maggiore risale al 1705 e custodisce le reliquie di San Giocondino e San Felice ed è sovrastato da una statua in legno laminata in oro e argento di San Michele dello scultore Giuseppe Maresca;  nella sagrestia vi sono tre quadri importanti e rappresentano la peste del 1656 del pittore Giuseppe Castellano, la Madonna della Neve dipinta dalla scuola di Giovanni Bellini e San Tommaso che tocca il costato di Gesù dipinto da Pacecco De Rosa; lungo la navata, a destra, troviamo la cappella dei marinai con un altare e una statua di S.Maria di Trapani e in una nicchia vi è collocata la statua di Sant’Antonino, poi troviamo la cappella Lauro con una tela che raffigura la Madonna del Carmine e San Francesco di Paola, la cappella Maresca-Serracapriola con il dipinto della Madonna col Bambino e San Francesco e Santo Stefano, la cappella dei Mastellone ha una statua della Vergine Addolorata, la cappella del SS Rosario con un dipinto della Vergine Maria e tutto intorno altri quadretti che rappresentano i 15 misteri del Rosario, infine troviamo la cappella Massa con un trittico raffigurante la Crocifissione con Santa Caterina di Alessandria e Sant’Antonio Abate e altre due statue lignee di San Vincenzo Ferreri e Sant’Antonio di Padova. Lungo la navata, a sinistra, troviamo la cappella Cota e Cafiero con un quadro della Madonna del Soccorso, la cappella dell’Hecce Homo, la cappella del Sacro Cuore di Gesù, poi, dopo aver effettuato l’ingresso nella sagrestia, troviamo un’altra cappella dedicata alla Madonna delle Grazie, altre due cappelle della famiglia Maresca con la tela di Ippolito Borghese raffigurante la Caccia di Sant’Eustachio , e una tela di Giuseppe Cesari raffigurante la Deposizione di Cristo; sulle pareti laterali del presbiterio vi sono due affreschi del 1872 del pittore Achille Jovine a destra è raffigurata la strage dell’esercito di Sennacherib e a sinistra e lotta di San Michele contro Satana. All’ingresso centrale e ai due ingressi laterali troviamo preziose porte in bronzo del maestro Alessandro Romano con raffigurazione di Arcangeli, la Trinità, e figure religiose che costituisce una vera e propria opera d’arte. Nella settimana Santa e precisamente il Venerdì, dalla basilica parte la processione della Madonna Addolorata organizzata dall’ Arciconfraternita della Morte ed Orazione. La basilica risulta essere non solo una costruzione di maestosa bellezza artistica, ma un ritrovo e un punto di riferimento per i fedeli e per la città di Piano di Sorrento.

Articolo Aggiunto il: 26/03/2010

 

 

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