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Il Museo-bottega dell’intarsio ligneo: il legno che parla attraverso l’arte sorrentina.
Scritto da: Marianna Brancale - Paese: Sorrento
Nel settecentesco palazzo Pomarici Santomasi, sito nel centro storico di Sorrento, è ubicato il Museo Bottega della Tarsia Lignea. Esso nasce dall’impegno dell’architetto Alessandro Fiorentino, grande conoscitore e appassionato di tarsia antica e un collezionista egli stesso, che nel 1989 rilevò il palazzo, ne curò la ristrutturazione e diede vita al Museo con lo scopo di valorizzare l’arte dell’intarsio presente da secoli sul territorio e facente parte della storia artistico-culturale di Sorrento. Il Museo comprende la documentazione storica della tarsia sorrentina che va dal 1700 ad oggi con una vasta collezione di mobili ed oggetti. L’esposizione, curata nei minimi particolari, consente di esaltarne tutte le caratteristiche; le opere esposte si alternano a disegni, bozze, stampe e foto d’epoca di autori come Sommer, Rive, Alinari e Brogi, che realizzarono campagne fotografiche sulla costiera sorrentina, prima delleattuali trasformazioni ambientali e umane, piante urbanistiche della città come le piante del Parrino (1700) e del Pacicchelli (1703), arnesi adoperati dagli artigiani per far nascere i capolavori artistici esposti come mobili, oggetti intarsiati, scrigni pregiati, leggii, tavoli tra cui uno in noce decorato con la scena “Il Tasso chiuso nell’ospedale di Sant’ Anna”, specchi, cornici, quadri che raffigurano i magnifici panorami di cui gode la penisola sorrentina, tra essi vanno ricordati i“Pescatori al largo di Sorrento”, olio su tela del 1848 eseguito da Alphonse Honein, “Veduta di Capodimonte”, olio su tela del 1873 di John Gedsby Chapman, e i due acquerelli “Architettura marina e Rovine romane” di A. La Volpe del 1884. Vi è poi anche una sezione dedicata alla locale Scuola d'Arte in cui sono esposte le opere realizzate da Francesco Grandi, con la collaborazione di Arturo Giudi per gli intagli, tra queste il “letto con baldacchino” intarsiato in ebano e avorio.La sala dedicata alle opere di Giuseppe Gargiulo che si distinse grazie alla sua grande abilità nell'intarsiare superfici curve e introdusse anche nuove tecniche, infatti l’originaria tecnica del bulino fu sostituita dalla ricacciatura e dallo smalto su legno al fine di evidenziare gli effetti del chiaroscuro sulle scene intarsiate. Il Museo che gode di una posizione centrale, è molto caratteristico da visitare per comprendere fino in fondo la vera arte che caratterizza una terra cosi affascinante per la sua cultura, l’arte e la natura da cui è circondata.