“...Una vecchietta sordomuta, mentre pascolava la sua mucca, fu attratta da una luce proveniente da un cespuglio, incuriosita da tale bagliore, si avvicinò e vide una statua della Vergine all'ombra di un lauro e ai suoi piedi una gallina d'oro con dodici pulcini; la pia donna corse a divulgare la notizia e in poco tempo sul posto accorse tutto il paese e anche il vescovo che prontamente fece trasportare la statua nella cattedrale, ma il giorno dopo scomparve e fu ritrovata nello stesso luogo dove era apparsa e ciò avvenne altre due volte, così il vescovo decise di rimanere la solenne statua sul luogo del ritrovamento dove fu innalzato un tempio...” Questa la storia tramandata dalla tradizione nella città di Meta di Sorrento dove sorge la basilica della Madonna del Lauro. La chiesa, edificata nell' VIII secolo, oggi si presenta con una facciata neoclassica e un campanile in stile barocco, l'edificio è sormontato da una bassa cupola maiolicata; l'interno è ricco di marmi pregiati e di opere d'arte come la tavola illustrante la Madonna del Rosario della scuola napoletana del '500, gli affreschi di Costantino Desiderio simboleggianti il trionfo della fede, il dipinto di Luca Giordano che rappresenta Gesù che scaccia i mercanti dal tempio di Gerusalemme, le statue lignee di San Michele Arcangelo e dell’Angelo Custode insieme col Cristo Risorto di scuola settecentesca napoletana, all'interno della cappella settecentesca della madonna del Lauro troviamo, nei pennacchi della cupoletta, gli affreschi dei Quattro Evangelisti, attribuiti a Giuseppe Bonito, una fonte battesimale di marmo del ‘700 e molti ex voto offerti dai marinai. Alla basilica è legata anche la storia di alcuni marinai, provenienti da Meta che, sorpresi da una violenta tempesta, pregarono la Madonna del Lauro che arrivò in loro soccorso placando le acque e salvandoli miracolosamente, facendoli approdare presso le costi calabresi, precisamente a Scalea, per ringraziamento i marinai portarono laddove furono salvati una statua della Madonna del Lauro. Sul luogo dove sorge il santuario, inoltre, dal rinvenimento dei resti di una necropoli, si attesta la presenza di un insediamento preromano presente sull'intera zona. Nel 1913, dalla proposta dello storico d'arte Antonio Filangieri, la chiesa è stata dichiarata “Edificio Monumentale”. Per la sua posizione è facilmente visitabile, dato che si trova appena entrati nella città, ed è affascinante sia per la sua importanza artistico-architettonica che per la sua millenaria storia.